Animali: Come vivono i Gatti Randagi?

I gatti vivono in gruppi con molti maschi e molte femmine sullo stesso territorio difeso contro i gatti intrusi che appartengono ad altre colonie. Quasi sempre il nucleo centrale della colonia è costituito da femmine imparentate, cioè mamme, figlie, zie, cugine, nipoti e così via.
Infatti, i comportamenti amichevoli tra le femmine sono molto frequenti: quando si incontrano si toccano il naso con le code alzate, si strusciano l’una sull’altra, si puliscono reciprocamente, dormono a contatto. Alcuni di questi comportamenti li osserviamo anche nei nostri gatti di casa, rivolti a noi, perchè i gatti ci mostrano il loro atteggiamento amichevole negli stessi modi: si strusciano sulle nostre gambe con le code alzate quando ci chiedono cibo e attenzioni, come fanno i gattini con la mamma; fanno le fusa per manifestarci il loro stato di benessere, e così via.
I comportamenti amichevoli si osservano anche tra le femmine e i maschi adulti, ma non tra i maschi adulti del gruppo: tra questi ultimi c’è invece solo tolleranza reciproca.
 
Un altro comportamento che ci colpisce è la cooperazione tra le femmine adulte per l’allevamento dei gattini: queste istituiscono una vera e propria nursery dove si alternano ad allattare, pulire, giocare e difendere i gattini propri ma anche di altre femmine. In realtà, trattandosi come già detto di parenti, “danno una mano” nell’accudimento di nipoti e fratelli. I maschi adulti della stessa colonia sono organizzati in una gerarchia di dominanza, con il maschio più competitivo al primo posto. Mostrano tolleranza reciproca ma, quando si incontrano, non perdono occasione per confrontarsi. I combattimenti veri, tra i gatti, sono rari, ma quelli “ritualizzati” sono molto frequenti.Vengono chiamati ritualizzati
perché consistono di molte minacce senza contatto fisico: i due contendenti arruffano il pelo, si mettono in una postura minacciosa gonfiando i muscoli, la testa di lato, gli occhi obliqui, la coda che sferza l’aria. Emettono dei sordi brontolii alternati a urli acuti. Quando sembra che stia per scoppiare il finimondo, senza essersi ancora toccati, per motivi che sfuggono all’osservatore umano, uno dei due abbassa lo sguardo e comincia ad allontanarsi lentamente, facendosi piccolo piccolo. L’andamento di un combattimento vero è ben diverso, e le conseguenze si possono vedere sulle orecchie e sui musi dei maschi più competitivi, coperti di cicatrici.
È stato verificato con l’analisi del Dna che, generalmente, i maschi di alto rango sono quelli che generano più gattini. Ma nell’ambiente urbano, a causa dell’alta densità di gatti, è frequente la paternità multipla, ovvero le cucciolate che hanno più di un padre.