Misteri e Occulto: I Fantasmi di Borley

Gli abitanti di Borley non desiderano destare la vostra attenzione, né vogliono i vostri soldi sfruttando la fama del loro piccolo villaggio, immerso nella pianura verdeggiante tra l’Essex e il Suffolk. Tuttavia il nome di Borley è conosciuto da molte persone come il luogo dove è esistita quella che, con un brivido, veniva definita la “casa più infestata d’Inghilterra”.

Ora, la vecchia canonica di Borley non c’è più. Un incendio, alla fine del febbraio 1939, la bruciò da cima a fondo. Il suo posto è stato preso da una bella casa privata, e altre abitazioni sorgono su quello che era il giardino, e nessuna di essa è afflitta dagli influssi che turbarono quel posto.

Il reverendo Henry Dawson Ellis Bull si trasferì a Borley nel 1862 con la sua famiglia, occupando una casa in stile Tudor adiacente alla chiesa del paese. La casa era molto grande e contava oltre 23 stanze, per alloggiare la sua numerosa famiglia, la servitù e gli eventuali ospiti. Bull fece costruire anche un padiglione nel giardino, dove passare piacevoli serate estive in contemplazione del paesaggio.

Se mai c’era un fantasma da quelle parti, che appariva solo di giorno, era una suora che passeggiava sui prati e sembrava che i Bull la considerassero una specie di spettacolo. Tuttavia a volte capitavano fenomeni inspiegabili anche dentro casa, come oggetti che si muovevano o venivano lanciati, causando le dimissioni di una domestica.

Il reverendo Bull morì vedovo nel 1892. Il figlio Harry gli successe come canonico mentre le due sorelle rimasero a vivere nubili nella casa del padre. Ora che non erano più bambine e che vivevano da sole, iniziarono a trovare la visione della suora un fenomeno sempre più inquietante.

La suora sembrava scivolare sull’erba, con una fluente veste nera, con il capo chino e un’espressione di dolore su quel poco che si poteva vedere della faccia. Quando le sorelle cercavano di parlarle, scompariva.

Una volta una delle sorelle si svegliò e vide un uomo in piedi accanto al suo letto: era uno spettro alto e in abiti scuri. Cominciarono allora a credere alla leggenda locale del monaco e della suora innamorati e fuggiti assieme, solo per essere poi riportati indietro con la forza e murati vivi in una stanza.

Il reverendo Harry Bull morì nel 1927 e la famiglia si disperse, lasciando la canonica e gli appartamenti ad un nuovo parroco, il reverendo Guy Smith, che si trasferì con moglie e figli l’anno successivo.

Dopo pochi giorni dall’insediamento, iniziarono a vivere le prime esperienze paranormali: forti colpi improvvisi, strascichi di piedi in stanze vuote, campanelli di servizio che suonavano tutti insieme e luci in stanze che dovevano essere buie.

Il reverendo Smith, che leggeva il Daily Mirror, scrisse al quotidiano in cerca di aiuto. Il Mirror inviò un giornalista e il più famoso investigatore di fenomeni psichici del tempo, Harry Price.

Price propose di tenere una seduta spiritica nella cosiddetta “stanza blu” al piano superiore della canonica, un luogo che appariva particolarmente disturbato. La specchiera di una parete sembrò emettere una scarica di forti colpi. Da questi colpi Price interpretò una sorta di linguaggio con il quale riuscì a comunicare con lo spirito, identificandolo come il defunto reverendo Bull.

La canonica, in seguito alla seduta spiritica, venne abbandonata dai suoi occupanti per ben 17 mesi, fino all’insediamento del reverendo successivo, Lionel Foyster.

Gli spiriti di Borley non persero tempo per mostrare ai nuovi arrivati ciò di cui erano capaci; tanto che il reverendo iniziò a scrivere un diario in cui annotava tutte le manifestazioni paranormali. La prima pagina raccontava di come la moglie si sentisse chiamare di notte da una flebile voce maschile. Subito dopo rivelava di aver visto un uomo pallido in vestaglia in cima alle scale. La figura, dai baffi vistosi, era indiscutibilmente Harry Bull.

Campanelli suonavano da soli, oggetti svolazzavano o scomparivano per poi ricomparire in altre stanze. Un certo numero di libri si disposero in pila sopra i fornelli. Lionel Foyster decise che era venuto il momento per un esorcismo: Chiamò altri due preti anglicani, e in tre girarono tutta la canonica, bruciando incenso, spruzzando acqua benedetta e recitando preghiere.

La situazione rimase relativamente calma per qualche giorno. Una mattina, mentre il reverendo Foyster, che si sentiva poco bene, era a letto, sentì sua moglie urlare. Era così sconvolta che non riusciva quasi a parlare: era stata aggredita, nel corridoio della cucina, da una enorme forma scura.

Malgrado tutto, i Foyster rimasero a tener testa come potevano alle manifestazioni. Alcuni ospiti videro quanto stava accadendo, e si chiesero come facevano a resistere. Sir George e Lady Whitehouse erano nella canonica quando successe un fatto nuovo: cominciarono ad apparire pezzi di carta, con il nome “Marianne” scarabocchiato con una calligrafia infantile. Marianne era il nome della moglie del reverendo Foyster.

I Foyster lasciarono Borley nel 1935. La casa cessò di essere una canonica: nessuno voleva abitarci e le autorità ecclesiastiche la dovettero considerare inadatta al ruolo. Ma nel Maggio 1937 arrivò un nuovo inquilino: Harry Price, lo studioso di fenomeni paranormali che aveva visitato la casa anni prima.

Price non risiedeva alla canonica, ma decise di acquisirla per condurre i suoi esperimenti medianici. Creò un gruppo di osservatori intelligenti e imparziali che lo aiutassero e stilò una serie di regole pratiche da seguire.

“Quando vedete un’apparizione, rimanete fermi, non avvicinatevi. Annotate scrupolosamente la forma, il grado di trasparenza o solidità, la dimensione, gli abiti e tutti i dettagli rilevanti. Se dovessero parlare, chiedetegli il nome, le origini, le ragioni della loro presenza e se possiamo fare qualcosa per loro.”

Price durante le sue sedute spiritiche contattò un’entità femminile che si presentò come Marie Lairre. Era stata suora nel diciassettesimo secolo e lasciò i voti per sposare Henry Waldegrave, proprietario di Borley Manor, la casa che sarebbe poi diventata la canonica. Ma la rivelazione sensazionale di Marie Lairre fu che era stata strangolata dal marito nella vecchia abitazione.

Durante la seduta del 28 Marzo 1938, Price venne avvertito da uno spirito maschile di nome Sunex Amurex che la casa sarebbe bruciata quella notte stessa. Si sbagliava, ma solo di undici mesi. L’incendio si sviluppò nella sala alla mezzanotte del 27 Febbraio 1939, a causa di una lampada caduta su una pila di libri.

Le fiamme avvolsero tutta la casa prima che i pompieri potessero intervenire. Gli abitanti del villaggio, accorsi in massa, dissero di aver visto, alla finestra del piano superiore della casa, una donna intrappolata che chiedeva aiuto. Ma nella casa non vi erano donne, neanche come domestiche. Tra le macerie non vennero trovati corpi.

Le rovine pericolanti della struttura vennero demolite definitivamente nel 1943 sotto la supervisione dello stesso Harry Price. Si scavarono le fondamenta, e ad un metro di profondità vennero rinvenute ossa umane. In particolare un cranio appartenente ad una donna sulla trentina.

I resti vennero sepolti secondo il rito cristiano nel cimitero di Liston.

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